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giovedì 3 maggio 2012

Presa in carico del malato di Alzheimer uno studio e una conversazione





Workshop ANOSS   18 maggio 2012 – ore 09,30/13.00
Romperemo i meccanismi consueti della comunicazione per farvi essere parte attiva nell’azione!
Presa in carico del malato di Alzheimer 
uno studio e una conversazione

CHAIRMAN  Renato Dapero – Pres.te ANOSS Emilia Romagna
Lo studio con:
Il “Team” del Settore Anziani di Coopselios (Reggio Emilia)
Dina Bonicelli – Responsabile Settore Anziani
Roberta Borsari – Referente Tecnico Alzheimer 


La conversazione con:
Renato Bottura – Geriatra 
(Ultimo volume: Alzheimer- il sole dietro la nebbia)
Paolo Galfione – Direttore Generale Softwareuno
Letizia Espanoli - Presidente del Centro Studi Perusini Alzheimer
Seguono
Interventi del pubblico

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Obiettivi e metodo:
L’approccio sarà quello di un momento formativo di facile accessibilità.
Il carattere sfuggente di alcune caratteristiche tipiche del comportamento del malato rendono difficile la conoscenza e l’applicazione di corretti metodi di approccio e cura del soggetto pervenuto a contatto con le nostre cure, perciò si rende necessaria una specifica e ben orientata formazione di ogni operatore chiamato ad occuparsi della cura di tali ospiti.
Sono colpiti più di 700.000 Italiani e quindi l’ampia e crescente diffusione nella popolazione della malattia di Alzheimer, accompagnata da una scarsa efficacia delle terapie disponibili, provoca una pesante ipoteca sulle risorse necessarie per la sua gestione. E non si tratta solo e semplicemente di risorse economiche ma anche sociali ed organizzative nonché di carattere emotivo specialmente a carico dei familiari dei malati.
Se dunque è vero che la cura dell’Alzheimer è ai primi passi e a oggi nulla esiste che possa guarire la malattia è anche vero che è possibile intervenire per migliorare la qualità della vita dei malati, e provare a rallentarne il decorso. Ancor più si può fare sui caregivers, sia i parenti sia gli operatori dei servizi. Servono informazioni semplici e chiare e una corretta alleanza terapeutica tra famigliari e operatori.
Con questo workshop entreremo direttamente in questi problemi,ne parleremo in modo chiaro e ancoreremo il nostro discorso a immagini e filmati atti a confermare ciò che si è detto a parole.
Sarà un momento di formazione sostenuto da elementi di spettacolo e concluso con alcune interviste di approfondimento per mettere sotto la lente gli strumenti fondamentali per un impegno efficace in campo medico-sanitario, soci-economico e delle tecnologie.


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martedì 24 aprile 2012

Vieni a prendere il caffè a Montecchio Emilia

Dopo  le prime edizioni svolte con crescente successo presentiamo la terza fra pochi giorni.
il 27 aprile, cioè venerdì di questa settimana ci sarà un caffè offerto da "La Casa della Carità" di Montecchio Emilia.
Il tema di questo incontro è la motivazione e il rapporto coi parenti. Ne parleranno Beatrice Golinelli e Letizia Espanoli. La prima incentra il suo intervento sulla mission dell'OSS  la cui motivazione è basata su un obiettivo ben preciso: Il benessere del paziente. Bisogna ricordarsi - sostiene Beatrice - che non sono i nostri bisogni che devono essere soddisfatti, ma quelli della persona che curiamo. Da Letizia Espanoli, che parlerà invece del rapporto con la famiglia ci aspettiamo una comunicazione appassionata e coinvolgente come è suo solito.
La conduzione dell'incontro è affidata a Renato Dapero, Presidente ANOSS Sez. Emilia Romagna .
Leggi e scarica il Programma 

venerdì 13 aprile 2012

La Squadra a Bari

ANOSS realizza "La Squadra" al sud! Dopo il successo a Bologna del novembre dello scorso anno, nello stesso contesto del forum sulla non autosufficienza che la Maggioli, per la prima volta, ha proposto a Bari, alcuni di noi collaborano con un gruppo della neo sezione del Molise per la realizzazione di un workshop dai connotati assolutamente innovativi. Si parla del lavoro di squadra necessario per la gestione dell'attività assistenziale, ma se ne parla in modo accattivante, si propongono descrizioni, racconti, video e interpretazioni in diretta. una comunicazione professionalmente corretta effettuata con modalità nuove che vanno incontro al desiderio di vivacità espositiva più volte espresso dal pubblico dei convegni.
Vi aspettiamo numerosi a questa performance di cui daremo ampio spazio nei giorni successivi al forum.
Per maggiori info clicca sul programma 

giovedì 12 aprile 2012

Vieni a prendere il caffè a Montecchio Emilia

Invitiamo tutti a prendere un caffè a Montecchio Emilia alla Casa della Carità "San Giuseppe".
L'incontro si terrà il 27 aprile alle ore 14,30 e si aprirà con un a relazione introduttiva sul tema della relazione coi parenti. A nessuno sfugge quanto l'argomento sia importante e di attualità e quindi non perdetevi questa occasione. 
Un momento "semplice", un caffè tra noi e la possibilità di fare un dibattito libero e aperto, un momento per confrontar opinioni e raccontare esperienze. ringraziamo Beatrice Golinelli che si è fatta parte attiva nel promuovere questa idea e a Letizia Espanoli che prenderà parte al dibattito animandolo come saprà fare lei con le sue osservazioni acute e appassionate.
L'invito è chiaramente aperto a tutti gli operatori che, per cortesia, è meglio che si prenotino inviando via fax il modula della seconda pagina della locandina
Clicca per leggere e scaricare  la locandina



venerdì 6 aprile 2012

Integrazione: come e perché


Abbiamo partecipato alle lezioni di Letizia Espanoli sullo yoga della risata. Abbiamo partecipato attivamente e ne abbiamo dato conto, ma oggi occorre fare una riflessione ed è che se le sedute di yoga aiutano a controllare diversi stati di malessere e anche di malattie a livello personale è anche importante come elemento di produzione di consapevolezza di gruppo. Così almeno ci è parso di capire. Un a seduta di yoga della risata non si fa da soli, si fa in gruppo e i benefici non sono del singolo soltanto ma del gruppo. Ora la riflessione deve andare avanti però. È chiaro che si è parlato di uno strumento di miglioramento della condizione psicofisica di un singolo e di un gruppo, ma non basta essere in una forma migliore. Il gruppo che ci interessa non è composto da persone che appartengono tutte allo stesso ruolo professionale, ma è composito e potenzialmente conflittuale. La predisposizione positiva è utilissima per creare il presupposto di un’azione che, per essere efficace, non può essere lasciata alle reazioni istintive negative o positive che siano. Il gruppo composito è quello che da un anno ormai andiamo proponendo come “La Squadra” cioè il team multi professionale che presiede all’attività di assistenza socio-sanitaria. È proprio qui il punto: si tratta di erogare assistenza su due piani diversi. È un po’ come l’assistenza tecnica alle automobili di oggi. Non si tratta più semplicemente di curare la meccanica cioè gli organi del movimento e che esprimono la forza del mezzo ma anche tutti gli altri che presidiano quella che può essere definita  l’intelligenza dell’automobile. Così si parla di meccatronica come noi parliamo di assistenza socio-sanitaria. Ci dobbiamo occupare della salute della parte meccanica, quella che garantisce la funzionalità, la capacità di movimento l’esclusione di interferenze dolorose che debilitano la struttura organizzata del corpo ma dobbiamo anche far in modo che questa struttura in movimento abbia una ragione, mantenga un senso al proprio movimento e così come nell’automobile a poco varrebbe un motore perfetto se l’elettronica on funzionasse, allo stesso modo nell’uomo a poco varrebbe un corpo funzionale se l’anima avesse perso voglia di vivere. Dobbiamo cercar di capire come si fa a far in modo che un’anima abbia ancor voglia di rimanere in un corpo. Primo il corpo deve essere sano, deve funzionare, in modo ritenuto almeno sufficiente. Bene, qui cominciano i primi problemi. Quale sarà il livello in base al quale il corpo a giudizio dell’anima che vi abita sarà considerato funzionante? Uno può pensare che deve poter svolgere perfettamente tutte le funzioni di un soggetto adulto giovane (25 – 30 anni) un altro basta che cammini o mangi da solo, un altro ancora basta che pensi, un altro infine basta che respiri. Sono tutte giuste, o tutte sbagliate, non sta a noi decidere come pensa un’anima! Il fatto è che dobbiamo aiutare quest’anima a farsi una ragione del suo stato e rendere davvero positivo il rapporto col mondo. Allora per fare questo bisogna che la pare meccanica sia rimessa e mantenuta al meglio, è ovvio, ma sapeèndo che non fine a se stessa. La protezione di cui l’uomo va circondato deve fargli percepire il senso di sicurezza. Io sono consapevole dei tuo bisogno, faccio quello che devo per mantenerti in efficienza fisica e nel contempo ti rendo consapevole di questo. Non con un discorso esplicito, sarebbe una comunicazione fasulla. Ti rendo consapevole del fatto che il mondo ti vuole mantenere con sé ti rendo parte integrante di un tutto entro il quale abbiamo ruoli diversi ma integrati. Forse è questa la via capire che l’integrazione è un concetto così ampio che trascende i principi organizzativi e sale a principio di convivenza. Essere curanti  o curati non significa essere soggetti di un rapporto asimmetrico dove qualcuno da e qualcun altro riceve avendo come oggetto di contropartita dello scambio una somma di denaro costituito dal prezzo dell’assistenza. I rapporti in realtà sono due ed entrambi  simmetrici. Il prezzo è l’elemento di scambio tra il lavoratore e il datore di lavoro da un lato e tra l’ospite e la struttura ospitante dall’altro. L’utente non paga più l’affitto della sua casa o le spese condominiali o il mutuo o le spese per il supermercato e paga invece la retta di ricovero. Questo è il rapporto simmetrico per così dire commerciale, quello che ha come elemento di scambio il dinaro. L’altro rapporto è quello umano tra le persone e l’elemento di scambio non è il denaro. Ognuno sa che vorrà stare in vita finché chi lo circonda lo accoglie con favore. Mi ricordo un concetto: non c’è foglia che abbandoni l’albero se l’intero albero in qualche modo non è d’accordo. [1]” Dunque un essere umano resta in vita non solo finché la macchina funzione ma finché si sente integrato. Ecco dunque dove si trova il punto di riferimento dell’integrazione: nel soggetto che riceve la cura che deve sentirsi integrato nel mondo. Già perché l’anima e il corpo non vanno disgiunti, sono un tutt’uno e non possono funzionare se non sono in sintonia. L’integrazione professionale deve garantire questa sintonia. Gli operatori devono sapere che la necessitò fondamentale del loro lavoro è la cura che è efficace solo se integrata e integrante. Il corpo (e anima) curante deve sapere questo e il corpo (e anima) curata anche.


Riassumendo in uno slogan “Noi siamo integrati per integrarti!”



[1] E come la singola foglia non ingiallisce senza che la pianta tutta ne sia complice muta, Così il malvagio non potrà nuocere senza il consenso tacito di voi tutti. Insieme avanzate, come in processione, verso la vostra essenza divina. Voi siete la via e i viandanti. (Kahlil Gibran – Il Profeta – Cap 12 sulla colpa e il castigo)

giovedì 5 aprile 2012

Il Caffè a Scandiano

Il 29 marzo abbiamo avuto una bella giornata a Scandiano
Un grazie alle brave interpreti della lezione/spettacolo sull'accoglimento e cura dell'anziano malato di Alzheimer e un grazie agli amici di Tena che hanno reso possibile la giornata.
L'iniziativa "Vieni a prendere il caffè da noi" si sta consolidando e verso fine mese la ripresenteremo.
in un altra realtà e con un tema diverso, ma sempre importante e significativo per il nostro lavoro.
per ora abbiamo fatto in tempo solo a montare alcuni video della giornata e ve li proponiamo

Una lezione sull'Alzheimer - Prima parte
Seconda parte
Terza parte
conclusione
Intervista alle protagoniste
Il Caffè a Scandiano - Immagini e suggestioni

A presto e continuate a seguire i nostri itinerari e i nostri "Caffè"

domenica 25 marzo 2012

BARI 18/19 aprile - Forum sulla non autosufficienza

A Bari il prossimo 19 aprile, ANOSS realizzerà una nuova edizione del workshop più gettonato del forum sulla non autosufficienza.
Realizzeremo "La Squadra" con una team particolarmente affiatato di Campobasso.


ANOSS - Molise, appena costituita è già una sezione capace di esprimere massima efficienza. Grazie e complimenti!
Per vedere il programma Clik qui

Vieni a prendere il caffè da noi. A Scandiano il 29 marzo

A Scandiano la seconda giornata di formazione del ciclo "Vieni  a prendere il caffè da noi".
In questa edizione si parla di Alzheimer.
Per leggere il programma e per scaricare l'invito clik qui

martedì 20 marzo 2012

ANOSS - Riunione del Direttivo del 15 marzo


 
Il giorno 15 marzo alle ore 15, 30 c'è stata la riunione del Direttivo ANOSS.
Si è aperta  la riunione del Direttivo presso la sede dell'Istituto Biazzi a Castelvetro Piacentino con la presenza dei consiglieri:
Donatella Garbi, Irene Bruno, Nicola Pisaroni, Mara Caminati, Nicoletta Negri e Lino Bartolini.


ORDINE DEL GIORNO

  1. Preparazione dei convegni di aprile e maggio
  2. Incontri in Provincia
  3. Vieni a prendere il caffè da noi
  4. Progetti a lunga scadenza. Impostazione
  5. Varie ed eventuali

Sono stati esaminati i punti nell'ordine di presentazione

1- Preparazione dei convegni di aprile e maggio
Si ricorda che il primo appuntamento è a Bari il 18 e 19 aprile. 
Viene esaminato l'invito che è possibile consultare cliccando qui "La Squadra" al forum di Bari 
Renato conduce l'incontro e Nicola fa un'introduzione, successivamente c'è l'interpretazione di un PAI da parte della Squadra di Campobasso e infine il workshop si chiude con una performance di Irene e Letizia come a Bologna lo scorso novembre.
La delegazione nostra al convegno di Bari sarà composta  oltre che da presidente della nostra sezione anche da Nicola Pisaroni, Irene Bruno e Mara Caminati che svolgerà compiti di segreteria e di contatto con i gruppi di operatori di Campobasso, Bari e Matera.

Il secondo appuntamento è a Bologna dal 16 al 19 maggio in occasione di Exposanità. In questa manifestazione siamo presenti con due convegni di cui il primo è già completamente definito e propone "Le Squadre" per prendersi cura. Si può vedere il programma sul sito della SENAF (Ente organizzatore di Exposanità) al seguente link Expo-Sanità-programma-1
Ormai la pubblicità ufficiale sarà solo internet perché gli inviti cartacei sono già in stampa, almeno quelli generali. Noi potremo stampare degli inviti per nostro conto utilizzando all'uopo un  modello messo a disposizione dagli organizzatori.
Ad Exposanità avremo anche lo stand da gestire e si rende necessaria una certa attività a turnazione.

2-Incontri in Provincia
Il Presidente ricorda che come annunciato in una mail il giorno 13 del corrente mese c'è stata la riunione prevista per la costituzione del "Forum del Terzo Settore" sezione di Piacenza. ANOSS aveva sempre collaborato alla costruzione di tale organismo e quindi è stata presente al momento della fondazione. Abbiamo aderito sottoscrivendo l'atto costitutivo e lo statuto e il forum avrà la sede alla "Casa delle Associazioni". La quota di adesione è stata fissata in 50 euro all'anno che è sembrata ragionevolmente bassa.

3 - Vieni a prendere il caffè da noi
La prima edizione c'è stata ed ha avuto un buon successo tecnico. Il pubblico non era notevolissimo, ma l'intervento è stato di ottimo livello e così la discussione che ne è seguita. I pasticcini: ottimi!
La seconda edizione è prevista per il giorno 29 marzo a Scandiano e ci ospiterà la Coopselios. Il tema della discussione è la presa in carico del malato di Alzheimer. Cliccando qui si può scaricare il Programma.
Per le successive edizioni abbiamo una disponibilità da parte di Letizia Espanoli per il 27 di aprile. In un primo tempo pensavamo a Piacenza, ma siccome la responsabile Tena della zona di Piacenza non è disponibile in quella settimana si è pensato di rinviare l'evento di Piacenza e di non perdere la disponibilità di Letizia spostandoci per l'occasione a Ferrara. Abbiamo interpellato Michele Fiorini  che è un privato dell'ANASTE e siamo in attesa di una risposta. La responsabile di zona della Tena è d'accordo e ciò è importante perché è lo sponsor dell'iniziativa. Paga pasticcini e bevande e darà un contributo all'associazione.

4 - Progetti a lunga scadenza. Impostazione
L'evento che andiamo progettando per la primavera del 2013, accogliendo una proposta di integrazione avanzata da Nicola, si chiamerà:
Piacenza Expo - Il Meeting delle Professioni Socio-sanitarie.
Meeting delle professioni socio-sanitarie
Ne parleremo a lungo nei prossimi mesi... è un progetto molto ambizioso, ma noi crediamo di aver le carte in regola per farcela..!!!

5 - Varie ed eventuali
Si rende necessaria l'apertura della Partita IVA e di questo verrà incaricata la commercialista


PIACENZA: nato il "forum del terzo settore"

Il 13 marzo al termine di un'assemblea molto partecipata si pervenuti alla creazione della sezione provinciale del "forum del terzo settore" .
L'assemblea ha approvato l'atto costitutivo e lo statuto, ha stabilito la quota di adesione annuale fissandola in 50 euro per ogni associazione e ha stabilito altresì di fissare la sede presso la "Casa delle Associazioni" in via Musso, 5. 


Successivamente si è proceduto all'elezione dei membri del Direttivo nelle tre componenti del forum. 


Per la cooperazione sociale  si sono presentati tre candidati che perciò sono stati eletti:
Paolo Anelli, Donatella Vaghini, Fabrizio Ramacci 


Mentre per il volontariato e per le APS si è proceduto ad elezione con scheda. Sono risultati eletti:
Claudio Tagliaferri (Aias), Carmela Caserta ('Rondini di Chernobyl') e Anita Natali ('Carmen Cammi', volontari per la Caritas) che poi ha rinunciato a favore di Pietro Ferrari ('Priscilla'), per il Volontariato


Sergio Danese (Auser), Alessandro Fornasari (Arci) e Mara Verderi ('La Ricerca') per le APS
Compongono il collegio dei revisori dei conti, Renato Dapero (Anoss), Filippo Battini (Diurni e Notturni) e Ivaldo Brignoni (Associazione Bambino Cardiopatico).
Per maggiori info cliccare su Piacenza solidale

mercoledì 29 febbraio 2012

incontro ANCORA


Il 29 febbraio alle ore 14,30 ci siamo incontrati nella sede bolognase di ANCORA per un caffè. Si è trattato del primo incontro del rinnovato "Vieni a prendere il caffè da noi" che tanta fortuna aveva avuto ai primi tempi della sez. regionale dell'ANOSS.
Questa prima edizione è stata basata sulla relazione di Carlo Gobbi sul tema  del codice etico dell'OSS.
Per leggere e scaricare il testo del codice cliccate e andate sul sito ANOSS
Nella home page troverete un riquadro contenete  i link di riferimento.

Di seguito includiamo alcuni video che sono stati realizzati quel giorno.-





ARRIVEDERCI ALLA PROSSIMA EDIZIONE
Saremo a Scandiano il 29 marzo!!

martedì 14 febbraio 2012

Riprende una tradizione antica: Vieni a prendere il caffè da noi!

Clicca per ingrandire
Alcuni ricorderanno che agli albori della nostra sez. ANOSS Emilia Romagna usavamo invitare tutti a prendere un caffè. Era un'idea per far conoscere l'associazione e un momento per scambiare informazioni e pensieri. Abbiamo avuto alcune giornate molto belle  e  soprattutto utili perché sostenute da validi argomenti e da relazioni ben fatte. Purtroppo quelle belle giornate in cui ci si trovava a prendere il caffè riguardavano solo la provincia di Piacenza  e dopo un annetto circa l'idea svanì.
Ora abbiamo deciso di riprendere l'iniziativa estendendola a tutto il territorio della Regione.
Realizzeremo una giornata al mese sempre negli ultimi giorni di calendario cambiando argomento, sede e relazione per favorire gli interessi manifestati dai presenti e le richieste circa i temi di cui è opportuno fare approfondimenti.
L'iniziativa è così un po' più onerosa, ma  per fortuna abbiamo validi sostenitori.
Clicca ingrandisci e scarica




La prima giornata sarà il 29 febbraio a Bologna presso la sede della Coop Ancora.
Per meglio vedere la locandina e stamparla clicca qui

martedì 31 gennaio 2012

La Squadra: ci vediamo a Bari!!

In occasione del forum sulla non autosufficienza che si terrà a Bari, il 19 aprile ANOSS si ripresenta all'attenzione del grande pubblico con una nuova edizione de "La Squadra"


Vai al sito del Molise

domenica 29 gennaio 2012

Consiglio Direttivo - Riunione del 16 gennaio 2012

Il 16 gennaio 2012 nella sede dell'associazione si è riunito il
Consiglio Direttivo

Sintesi delle decisioni adottate


Per il  testo completo Clicca qui
  1. Confermato Renato Dapero alla carica di  Presidente della sezione.
  1. Nominato Vicepresidente Nicola Pisaroni coordinatore dell'Istituto Biazzi
  1. Nominata alla carica di Segretario la Consigliera Mara Caminati, mentre come Tesoriere è stata confermata Angela Opizzi
  1. Relazione sui risultati dell’attività in particolare del 2011
Negli anni di funzionamento a partire dal 24 luglio del 2008 gli iscritti sono passati da 15 a 84, ottenuta l’iscrizione all'albo delle Associazioni di Promozione Sociale. 
Le attività formative verso tutte le categorie di operatori sono state fatte con  convegni di studio, giornate formative, incontri per discutere temi oltre a news letter, blog, you tube, sito interne e pubblicazione di articoli.
  1. Linee programmatiche per il biennio 2012-2013
Innovazione e continuità sembrerebbe lo slogan appropriato. 
La teoria deve essere affiancata da forme di comunicazione accattivanti che avvicinino per evidente interesse un gran numero di operatori. Su questo si è deciso di verificare la possibilità di continuare la collaborazione con “La Bottega del Possibile” e di riaprire il “Caffè da noi” un giorno al mese.  
Si intende costituire un Comitato Redazionale che sarà curato dalla Consigliera Irene Bruno di Bologna.
Si è deciso di implementare le nuove strategie comunicative.
Il Direttivo prende atto della delega (Per il testo clicca su DELEGA)  ricevuta dal Presidente Nazionale per  la diffusione dell’associazione nelle altre regioni e alla gestione e implementazione del sito internet.
  1. Decisioni operative su obiettivi già definiti
Tour Umbria/Toscana/Marche/Emilia Romagna
Si è ipotizzata la data del 16 marzo per il convegno a Perugia. Il giorno dopo la troupe si potrebbe trasferire a Volterra per l’edizione toscana del tour. 
Forum sulla non autosufficienza di Bari
Le date sono il 18 e 19 aprile. Si potrà fare un’edizione locale de “La Squadra” e altra iniziativa concordata col Presidente della sezione Puglia.
Exposanità
Certe le date di expo sanità (16/19 maggio). Ancora incerte le azioni: si pensa comunque ad un’edizione speciale de “La Squadra” con un allargamento al sanitario.

Firmato da Renato Dapero (Presidente) e Mara Caminati (Segretario)



domenica 8 gennaio 2012

La partecipazione al forum. Report generale

ANOSS ha partecipato al “Forum sulla non autosufficienza” con diverse iniziative tutte caratterizzate dalla ricerca sulla formula comunicativa con il preciso scopo di soddisfare nuovi bisogni info-formativi con tecniche di maggior appeal.

I workshop sostenuti da ANOSS
Abbiamo dato adesione e sostegno al programma “Yoga della risata” proposto da Letizia Espanoli. Un grande successo a dimostrazione di quanto sia centrato rivolgersi al nostro pubblico con proposte che sanno creare nuova motivazione offrendo strategie per il superamento degli stress. (leggi articolo).
ANOSS ha poi collaborato nella realizzazione del convegno proposto da CBA Consulting sul tema della responsabilità professionale vista sotto il profilo etico. Anche questo programma ha avuto ottimo riscontro partecipativo.
Infine ci sono le due iniziative del 10 novembre organizzate e gestite direttamente dalla sez. Emilia Romagna dell’associazione. Nel Talk Show su “Costi & Qualità” si vede in massimo grado il nuovo indirizzo in quanto, mutuando dalle tecniche più attuali del giornalismo televisivo, si è confezionato un prodotto comunicativo dal carattere innovativo per il massimo il coinvolgimento del pubblico. Ciò si è concretamente realizzato eliminando dal contesto gli spazi lenti e ripetitivi, imponendo un ritmo incalzante che non permette distrazioni. Il Talk ha offerto numerosi spunti di riflessione e tanti punti di vista differenti, quindi un gran  numero di stimoli per interventi dal pubblico.
La seconda iniziativa aveva per titolo “la Squadra” ed è stata realizzata nel pomeriggio del 10 novembre; ha avuto successo oltre le aspettative tant’è che le iscrizioni sono state chiuse alcuni giorni prima per esaurimento dei posti. C’è stata la rappresentazione di un PAI in diretta realizzato da un squadra vera, cioè da un gruppo di lavoro realmente abituato a lavorare insieme. È stata molto seguita e il grado di coinvolgimento è stato massimo proprio per il concetto di base: non era una spiegazione o una serie di relazioni, ma un lavoro svolto in pubblico, un esempio, una rappresentazione, quindi una spiegazione si, ma fatta in modo narrativo. Successivamente a completamento del programma ci sono state alcune performance di lettura di testi e di drammatizzazione così riaffermando in pieno l’idea di una sostanziale spettacolarizzazione della comunicazione formativa.
Ma veniamo a un più approfondito resoconto dei due eventi

Talk Show “Costi & Qualità”
C’eravamo posti un obiettivo circa il modo di comunicare scegliendo il format televisivo del talkshow e diversi obiettivi di contenuto. Il primo obiettivo, quello sulla forma è stato ampiamente raggiunto, infatti la formula è piaciuta: un commento positivo da riportare è stato che in questo modo si è parlato di argomenti difficili in modo leggero.
Gli obiettivi di contenuto erano prima di tutto quello di sbarazzare il campo dai pregiudizi sulla gestione pubblica o privata dei servizi e poi un approfondimento su strategie e metodi per superare l’empasse della crisi. Sul punto delle diatribe pubblico/privato riportiamo le osservazioni più interessanti. Prima di tutto quella di Alfonso Galbusera direttore generale ASP Giovanni XXIII° il quale afferma che il privato deve acquisire una responsabilità sociale pubblica e il pubblico deve acquistare maggior efficienza. In sostanza i gestori privati devono ricordare che agiscono all’interno di una funzione di rilevanza pubblica, mentre per i gestori pubblici è indispensabile avere una nuova consapevolezza sulla responsabilità di impresa che deve essere totale, quindi, i dirigenti e tutti gli operatori dovrebbero avere una specie di simbiosi economica tra soggetto e struttura. (Clik e guarda il video)
Alberto De Santis, Presidente nazionale di ANASTE, ricorda l’importanza delle strutture private che spesso rappresentano una vera e propria eccellenza nel panorama del welfare italiano e dichiara il suo favore per l’abbattimento di tutte le barriere ideologiche esistenti verso un’assoluta parità tra pubblico e privato. Sostiene che l’idea dei voucher è un opportunità perché può dare l’avvio ad una sana competitività. Ricorda infine su questo tema che serve prima di tutto buon senso per evitare certe inefficienze come quelle a cui si è assistito in alcune realtà dove persone ideologicamente schierate hanno favorito l’accesso a una parte a danno dell’altra. (video)
È chiaro che la diatriba pubblico-privato deve finire. In un momento in cui tutti devono far ricorso alle loro caratteristiche migliori, bisogna chiudere le lotte insensate e fare sistema per migliorare l’efficienza e battere la crisi che ci assilla. Ci sarebbe la possibilità di portare esempi di privato che non funziona e che non offre nessun apporto alla qualità. Questa la sintetica posizione di Carlo Gobbi Coordinatore dell’ASP Azalea sul tema del dibattito pubblico/privato.
Luca Degani afferma precisamente che non ha alcun senso parlare della triade pubblico, privato sociale, privato commerciale in un momento in cui stiamo andando dritti verso l’impossibilità della Stato di pagare i servizi nella misura in cui lo ha fatto in passato.”Una sola è la speranza del vinto, non aver nulla su cui sperare" (Video)
Sul superamento della crisi Galbusera dice che dovremo costruire percorsi nuovi considerando l’importanza della contaminazione cioè, in questo caso, la possibilità di far tesoro della buone cose che esistono. Un invito quindi all’innovazione. De Santis valorizza le esperienze del privato che porta sul mercato dei servizi realizzazioni che non sono seconde a nessuno e invita ad avere lungimiranza, bisogna capire dove si può risparmiare e in questo senso è ora di lanciare un progetto forte per una riforma del welfare.
Carlo Gobbi dice “farò l’idealista più di quanto non sono”. Sappiamo che il costo giornaliero è sui 100 120 euro e che non si trovano i soldi per pagarli. Ora non si deve dimenticare il confronto con i costi delle degenze ospedaliere e non possiamo fare differenze tra giovani e vecchio. L’assistenza deve esser concepita come un diritto e i soldi si devono trovare. (video)
Raul Cavalli, direttore generale Coopselios apre il suo intervento con una precisazione circa la normale abitudine di un imprenditore sociale a dover fare i conti con risorse scarsissime. (“Siamo esperti di nozze coi fichi secchi”) ma, dice, non bisognerebbe mai mettere insieme le due parole costi e qualità. Semmai bisognerebbe parlare dei costi della non qualità. La qualità è una propensione, una visione strategica anche se deve riconoscere che è difficile tendere alla qualità nel contesto attuale e col sistema degli appalti. (video)
Luca Degani introduce un elemento di riflessione sul rischio che la Pubblica Amministrazione non potrà più in futuro assumere le spese di oggi. Non sarà più possibile quindi affrontare la futura condizione di vita degli anziani e si potrà arrivare al punto che non ci potrà essere salute per tutti per iol solo fatto che non ci sono sufficienti risorse
Su questo tema Guido Gaggioli, Presidente ANASTE Emilia Romagna sostiene che deve essere riprogettata l’organizzazione per evitare sprechi e migliorare l’efficienza e ricorda che la regione Emilia Romagna ha costituito un fondo per la non autosufficienza ed giudica importante il modo in cui si potrà fare la ripartizione delle risorse. Alberto Alberani, responsabile Coop sociali, sostiene che tali fondi non potranno essere sufficienti e ripropone la via di trovare nuove soluzioni anche attraverso una riattivazione del sistema mutualistico (video)

La Squadra
Il workshop "La Squadra" ha colpito nel segno. Un po' per il nome, sicuramente evocativo del più antico desiderio di chi lavora nei servizi: essere inserito in una squadra e averne consapevolezza. essere membro di una squadra organizzata ed efficace: "mi piacerebbe proprio, e così andiamo a vedere cosa ci raccontano questi!!" Un po' perché è oggettivamente interessante vedere quale interpretazione hanno dato altri a questo problema . (Leggi l'articolo)


A Teatro!!
L'altra idea è stata quella di concludere con una vera e propria drammatizzazione  seguita da lettura di testi redatti da OSS. Tutto ha avuto un'aria molto naif, ma nessuno si aspetta molto da un gruppo di artisti non professionisti. Noi ci siamo divertiti e non possiamo spiegare a parole come sono andate le cose. Per fortuna abbiamo fatto delle riprese video  (anche loro molto naif!)  e ve le presentiamo in rapida sequenza.
I primi tre video sono altrettante scene interpretate da Irene Bruno su tre temi di grande impatto emotivo.
La prima presenta il rapporto tra un OSS e una residente demente. Clicca sul titolo e guarda il filmato "Datemi un filo"
La seconda scena è invece il caso di un OSS e una incontinente.
Clicca su "Datemi un altro nome"
La terza cambia completamente prospettiva e cerca di indagare l'angoscia di una figlia che ritorna sola a casa il giorno in cui ha lasciato la mamma in una residenza protetta.
Clicca su "Se posso riempire quelle mani"
Alla maschera tragica interpretata da Irene segue un'interpretazione di Letizia. Un lungo monologo di speranza che per comodità del lettore abbiamo preferito dividerlo in due unità autonome. Clicca e guarda il primo filmato "Io ho un sogno" e il secondo "Vita! by Letizia Espanoli"

Durante la giornata la telecamera si è divertita a scherzare un po' e si è infilata tra il pubblico.. tra le diverse immagini ci siamo permessi di pubblicare un brevissimo spezzone come premio alla simpatia delle tre ragaze e per farci un po' di pubblicità. Clicca e guarda "Le tre Grazie"


A questo punto le letture artistiche.
Prima la poesia: clicca "All'amore" 
poi il racconto : "La solitudine dell'OSS"

Avviandoci a conclusione Renato invita tutti a prendere in considerazione l'idea di sostenere l'associazione ANOSS. clicca su "Associatevi!"
e da ultimo, proprio alla fine della giornata, lancia un'idea.  Clicca su "Torneo del PAI"

Chi  ha partecipato alle nostre giornate ne  può rivivere l'atmosfera riguardando questi video e chi non ha potuto esserci speriamo se ne possa fare un'idea e si riproponga di non perdere la prossima occasione!!



martedì 6 dicembre 2011

ANOSS - Sez. Emilia Romagna - Rinnovo del Direttivo


Yoga della risata

“Tutto è una lezione di vita, tutti quelli che incontri, tutto ciò che vivi, quando ti svegli al mattino ed apri gli occhi tutto è una lezione di vita. Fa che ogni esperienza diventi la tua lezione di vita. A volte, è facile farsi trasportare dal dolore. Se non si ottiene un lavoro che si voleva o se un rapporto non funziona, significa solo che c’è qualcosa di migliore là fuori che ti aspetta”
Stephen Littleword


Letizia e lo yoga della risata
Con questa citazione Letizia Espanoli  chiude il suo pezzo sullo Yoga della risata recentemente pubblicato sul magazin on line "Per lunga vita" (Per leggere l'intero articolo clik qui).





Il tavolo dei relatori al workshop "Yoga della risata"
Qui vogliamo solo ricordarvi che nel workshop di Bologna del 9 novembre scorso ANOSS ha preso parte con un intervento del dott. Pisaroni che mettiamo a disposizione degli interessati.
  (Per l'intervento di Piasaroni CliK Qui)




Letizia Espanoli nel suo articolo ricorda che fu condotto un test sull’efficacia personale la settimana prima delle sessioni di Laughter Yoga; lo stesso test fu ripetuto la settimana dopo e a distanza di 60-90 giorni. Lo Yoga della Risata venne somministrato per 15 minuti al giorno, per 14 giorni
I risultati mostrano miglioramenti significativi nel gruppo sottoposto a terapia della risata, in ogni area, con cambiamenti positivi del 100% in un gran numero di aree.
Oltre al fatto che i partecipanti alle sessioni “imparano ad indossare dei sorrisi sui loro volti” creando armonia del campo elettromagnetico, vi sono molti altri motivi per cui è auspicabile applicare la terapia della risata nei posti di lavoro
Aumenta i livelli d’ossigeno nel sangue ed il rilascio di endorfine causando un senso di benessere e ad una sensazione di freschezza che dura tutto il giorno
Riduce le inibizioni, aumenta l'autostima e sviluppa la leadership nei partecipanti, migliorando notevolmente le relazioni interpersonali
Il pubblico del workshop
Aiuta a rimuovere le tensioni causate dallo stress e da uno stile di vita sedentario, tramite la respirazione profonda e lo stretching del collo e delle spalle
Aumenta la resistenza corporea alle malattie e virus, in quanto stimola il sistema immunitario
Aiuta a controllare l'ipertensione e le malattie cardiache, l'irritabilità, l'insonnia, l'ansia, la depressione, i disordini allergici, l'asma, le bronchiti, il mal di testa, i dolori dovuti all’artrite, alla spondilite cervicale e al mal di schiena
Produce uno stato di rilassamento immediato essendo la risata una delle forme di meditazione più facili da praticare
Fa comprendere alla gente che la felicità e la risata sono stati mentali che non devono essere condizionati degli alti e bassi della vita. Se ci si comporta come una persona felice appena ci si sveglia, la chimica di questo stato mentale diventa reale
Sviluppa la consapevolezza della forza del gruppo

I Racconti di Gianluigi presto in libreria!




……doversi curare delle persone che stanno attraversando l’ultimo miglio della loro esistenza, e quindi, accompagnarle in questo cammino, non e’ cosa semplice.
Ci vuole uno spirito di positività  in una realtà che di positivo ha ben poco……..
[GianLuigi Rossetti]

Riportiamo la prefazione a cura di Nicola Pisaroni 
Vicepresidente di ANOSS Sez. Emilia Romagna


A coloro che si fanno portatori di assistenza..
Senza amore non potremmo sopravvivere. Gli esseri umani sono creature sociali e prendersi cura gli uni degli altri a vicenda è la base stessa della nostra vita.
Tenzin Gyatzo

Trascorrere buona parte della mia giornata tra i corridoi dei nuclei di degenza di una casa residenza per anziani non autosufficienti, soffermarmi per diverse ore al centro diurno, osservare il lavoro degli operatori socio sanitari in Istituto e degli assistenti domiciliari sul territorio ha dato corpo ad una domanda, dettata dai miei studi, dal mio vissuto in ambito infermieristico circa il ruolo dell’assistenza, della passione e del piacere del prendersi cura nelle professioni sociosanitarie e nella società in genere.
Per il lavoro di cura non sono disponibili regole di azione e codici di comportamento standardizzati: il lavoro di cura è in larga parte lavoro di relazione. Quando la relazione di cura è vissuta in modo allargato e diventa attenzione partecipe al vissuto, allora l’agire professionale diventa opera di civiltà perché si esce dai confini della relazione prevista e si costruiscono contesti allargati di presa di cura.
La fatica del lavoro diventa sopportabile quando il pensare l’esperienza ha la forma di una pratica condivisa con altri, perché lo sguardo dell’altro mi aiuta a trovare un’interpretazione intelligente dell’accadere quotidiano[1].
Dai racconti di GianLuigi e dalle poesie di Patrizia si percepisce proprio il loro sguardo verso questo accadere quotidiano pocanzi citato; il loro piacere nell’assistere il prossimo derivante dal vivere esperienze nel momento in cui lo mettono in atto.
Il piacere della cura deriva dall’utilizzo dei sensi per riuscire a cogliere sensazioni sempre più sottili. A man mano che prendiamo maggiore coscienza dei nostri sensi, le sensazioni diventano letteralmente straordinarie. I normali eventi quotidiani possono fornire un piacere intenso se si vive l’esperienza più pienamente attraverso tutti i nostri sensi[2]. Essi ci forniscono l’esperienza di ciò che accade nel nostro corpo, le nostre emozioni ed i nostri pensieri mentre succede qualcosa, anche nel corpo di un’altra persona. Ecco quale è la passione di assistere e ciò che ritengo abbia spinto GianLuigi e Patrizia a scrivere: il loro piacere di farlo.
Un pensiero ed un ringraziamento, quindi, va a tutte quelle splendide ed indispensabili persone, spesso operanti nell’ombra, che come GianLuigi e Patrizia quotidianamente applicano il proprio agire professionale con piacere e passione a favore della società.
Nicola Pisaroni

Questa la prefazione del libro che attualmente è in fase di stampa. Potremo leggerlo a breve subito ne presentiamo un saggio pubblicando il racconto che in un certo senso è quello dal significato più pregnante e che caratterizza tutto lo spirito del volume.

Vai al racconto clicca Vita da OSS 

[1] Masera G. Prendersi cura dell’altro. Il Pensiero Scientifico Editore. 2006
[2] Whitmore J. Coaching. Alessio Roberti Editore. 2009

A teatro!


La recita di Irene e Letizia


Abbiamo pensato, dopo la performance del PAI, di offrire un momento spettacolare. L’idea era quella di presentare due distinte situazioni quella impersonata dalla  “maschera tragica” cioè del disagio e del senso di impotenza di fronte alla gravità del rapporto con la persona che richiede assistenza e quella che offre la via d’uscita nel rispetto del “sogno” che ogni operatore ha avuto nell’avvicinarsi a questo lavoro. 


L’idea della drammatizzazione a scopo formativo, in nuce nella presentazione del PAI, si è sviluppata e ha trovato la sua consacrazione nella performance finale di Irene Bruno e Letizia Espanoli che rivelando una insospettabile perizia scenica, hanno catturato non semplicemente l’attenzione ma anche la più profonda anima emotiva della gente interpretando i due personaggi che ci eravamo proposti di rappresentare.

La prima (Irene) ha portato sull’improvvisato palcoscenico tre figure drammatiche riferite al rapporto operatore - utente demente, operatore - utente incontinente e, da ultima, quella del parente che deve elaborare il senso di colpa per l’istituzionalizzazione della madre.
Per vedere il video clik qui
La seconda (Letizia) ha invece sollevato gli animi, ha aperto l'intervento dichiarando che il suo sogno è che si possa fare questo lavoro soffrendo di meno. Ha ricordato che i sogni hanno bisogno di coraggio e passione. Ha fatto l’elogio del desiderare riferendosi all'etimologia della parola. De-siderare: togliere dalle stelle, togliere dal potere immutabile segnato dalle stelle e porre davanti a noi ciò che con la nostra opera vogliamo realizzare. Per vedere il video clik qui 
E questa è la frase con cui si è chiuso il suo monologo: “… c’è una sola parola che conta: Vita! E ogni sera ci dobbiamo domandare quanto vita siamo riusciti a portare nella nostra vita e nella vita delle persone di cui ci siamo presi cura. Abbiamo un solo obbligo: essere persone felici!!”

"La Squadra"

Un momento di lavoro de "La Squadra"

Al “forum sulla non autosufficienza” tenutosi a Bologna il  e 10 novembre scorsi, ha partecipato anche la nostra associazione dando il proprio contributo e sostegno a diversi interventi e proponendo, in particolare, due eventi del tutto innovativi per il nostro settore. Dopo il successo del talk show realizzato al mattino del 10 ANOSS, al pomeriggio, ha presentato “La Squadra”, un intervento formativo e pratico gestito con modalità del tutto diverse dal consueto.
Si è trattato della presentazione di un compito svolto da una squadra vera. Anche se, in realtà, per ragioni pratiche mancavano alcune professionalità, di fatto i presenti erano tutti operatori di uno stesso ente, abituati a lavorare insieme da diverso tempo. Insieme hanno presentato un caso pratico di PAI, per l’esattezza, anch’esso vero; cioè una persona realmente esistente a cui semplicemente si è dato un nome convenzionale. L’idea che si è cercato di realizzare è sostanzialmente questa: parlare di PAI non è una cosa nuova ma non è inutile, parlarne in modo non cattedratico è forse la via per crescere insieme. Non è stato forse una grande novità nei contenuti, è vero, ma si è trattato di una forte provocazione e ha raggiunto l’obiettivo quanto a penetrazione e coinvolgimento, quindi sotto il profilo formativo è stato un intervento valido e importante.
Il workshop del resto non si poneva tanto l’obiettivo di insegnare ma semmai quello di illustrare le difficoltà nella gestione di un gruppo di lavoro attraverso un esempio di vita concreta. Questo è l’elemento determinante della penetrazione nell’interesse del pubblico, il fatto che l’evento si è svolto per così dire “alla pari” imponendosi come parte costitutiva del vissuto professionale dei presenti. E questo è ciò che ha assicurato il coinvolgimento. Una drammatizzazione semplificata di una prassi consueta e diffusa entra senza mediazione nella mente dei presenti, si impone per la sua semplicità e stana il pensiero nascosto e restio cosicché ognuno si senta chiamato a formulare un paragone tra ciò che vede e sente e ciò che abitualmente fa o pensa.
Al termine, visti i risultati di numero e i feedback ricevuti si possono giudicare positivamente due aspetti. Prima di tutto, appunto, la capacità di catturare l’attenzione per la naturalezza con cui un argomento di lavoro è stato reso alla portata di tutti con una sorta di rappresentazione che vedeva ogni operatore presente non uno spettatore ma un soggetto coinvolto nella scena. Sostanzialmente la platea è stata attratta dal fatto che “in cattedra” c’erano loro, quelli di una squadra che poteva anche essere la loro e quindi, appunto, c’erano loro.
Ciò che manca spesso è il coinvolgimento cioè la sensazione che vede sia i relatori sia il pubblico membri di uno stesso processo. È troppo facile infatti, mentre un relatore o un docente parla, distrarsi e sentirsi trasportati verso altri lidi, verso il problema specifico che più ci assilla o verso un fatto personale. Con questo workshop abbiamo cercato di soddisfare l’esigenza di nuove forme comunicative più efficaci.
Come associazione abbiamo lavorato e continueremo a farlo in questa direzione perché siamo certi, ormai, che nel modo attuale è necessario mettere a punto nuove strategie per “far passare” informazioni e concetti. L’idea di una drammatizzazione sia pur semplificata e improvvisata sembra cogliere nel segno.
C’è un altro punto di forza di questa presentazione sperimentale che mette in luce un ulteriore elemento della sua efficacia formativa. “la Squadra” non è semplicemente stato un evento interessante sul piano emotivo, ma è stato anche un potenziale invito ad attività future di confronto reale. Lo si è anche dichiarato, alla fine, ma al di là delle parole è intrinsecamente e per la sua stessa caratteristica uno strumento utile per introdurre una forma di benchmarking.
 Sembra abbastanza auspicabile implementare processi di benchmarking per una consapevole revisione dei valori-obiettivo di prestazione da raggiungere e all’individuazione delle best practice da studiare e imitare. Sostanzialmente per studiare i processi altrui ed eventualmente importarli in casa propria è indispensabile un luogo dove questi processi di lavoro vengono descritti e rappresentati.
Non sempre l'imitazione sarà fattibile completamente sia per le diversità strutturali di base sia per il fatto che ogni cambiamento si scontra con le inerzie, i vincoli e la cultura della propria realtà aziendale, ma, intanto è importante conoscere e confrontare!
Dunque il workshop “La squadra” ha una sua funzione strategica e formativa rispetto a questa pratica di sviluppo aziendale attraverso il confronto normalmente definita pratica di benchmarking, perché ha aperto una via semplice e naturale. Presentandosi senza formalità ha eliminato qualunque distanza col pubblico e ha creato dibattito, cosa molto apprezzata e non sempre ottenuta specie nella tradizionale piattaforma comunicativa dei convegni.
Siamo certi che quanto meno ci sia stata attenzione e curiosità e, per dirla in breve, tutti quelli che hanno pensato:  “ma noi lo sappiamo già e, anzi, lavoriamo meglio!” bene, tutti questi sono dei potenziali interpreti di analoghe performance che a loro volta stimoleranno osservazioni contrastanti e/o di consenso da parte di altri potenziali interpreti e così via.

Alla fine si è parlato, un po’ scherzosamente per la verità, di fare un torneo nazionale del PAI. D’accordo, è un’idea un po’ strana e difficile da realizzare, ma se lo facessimo davvero? Quale migliore occasione per diffondere cultura utilizzando le differenze! A ben pensare bisognerebbe proprio farlo!